La Storia di Ferrara

L'antica Ferrariola nacque probabilmente per opera delle persone fuggiti dall'Acquileia invasa da Attila nel V secolo, anche se le prime testimonianze su Ferrara risalgono al 753, quando il suo nome appare in un documento del Re longobardo Astolfo. All'epoca la città emiliana era inclusa nell'esarcato di Ravenna e di là a breve venne conquista da Pipino il Breve, il celebre padre di Carlo Magno che la donò al Papa.

Nel X secolo Ferrara divenne una repubblica municipale, a lungo teatro di scontri fra le famiglie più potenti del luogo, condividendo il destino di tante città italiane divise tra guelfi e ghibellini. Tra le dinastie il cui nome è rimasto impresso nella storia ferrarese ricordiamo gli Adelardi, i Torelli e naturalmente gli Este che tanto lustro hanno dato alla città a partire dal XVI secolo.

L'Addizione Erculea, che ha reso possibile uno sviluppo razionale ed elegante della città antica verso nord, il Castello e Palazzo Diamanti sono soltanto alcune delle opere realizzate per volere degli Estensi che animarono una corte fra le più raffinate d'Italia. Alla corte di Ferrara erano, infatti, ospiti Torquato Tasso Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Ludovico Ariosto, Nicolò Copernico, Lucrezia e Cesare Borgia e tanti altri artisti e personaggi illustri del Rinascimento.

Nel corso del Rinascimento Ferrara brillò come non mai, ma la sua luce iniziò a spegnersi alla fine del Cinquecento, in seguito alla morte di Alfonso II che non ebbe figli maschi ai quali lasciare la guida della città passata così tra i possedimenti delo Stato Pontificio.

I Papi regnarono a lungo su Ferrara, preda ambita da molte potenze europee, come la Francia che la occupò nel 1796 per appena tre anni dal momento che le subentrò l'Austria fino al 1801, quando tornò sotto la guida dei francesi. Successivamente al Congresso di Vienna la città di Ferrara venne restituita allo Stato Pontificio, sotto il cui dominio restò fino all'unificazione italiana.